lunedì 23 gennaio 2012

50/50: Hey ci stai, fifty fifty con me? Facciamo fifty fifty insieme?

50/50
(USA 2011)
Regia: Jonathan Levine
Cast: Joseph Gordon-Levitt, Seth Rogen, Bryce Dallas Howard, Anna Kendrick, Philip Baker Hall, Anjelica Huston, Serge Houde, Matt Frewer, Jessica Parker Kennedy, Marie Agveropoulos
Genere: comme-dramma (dramedy)
Se ti piace guarda anche: Funny People, Breaking Bad, (500) giorni insieme, L'amore che resta
Uscita italiana: non ancora prevista

Partiamo subito a raffica.
Trama: (non è uno spoiler visto che si viene a sapere subito) il protagonista del film scopre di avere un cancro e ha il 50% di possibilità di sopravvivere e il 50% di morire. 50 e 50, come le chance di un film che affronta una tematica del genere di risultare una patetica stronzata oppure un’interessante riflessione sulla vita e sulla morte e su tutto quello che ci sta in mezzo. A dire il vero le probabilità di incorrere nella prima sono parecchio più alte. Il tema è delicato, il tema è scivoloso, il tema è fottutamente duro da affrontare senza retoriche e moralismi assortiti di sorta. Ce la farà dunque il protagonista a sopravvivere, ma soprattutto ce la farà lo spettatore a sopravvivere?
Sono aperte le scommesse.

"Non preoccuparti, questo non è l'Hereafter..."
Inizia il film. Si spengono le luci. Schhhh. Silenzio in sala.
Ah, che bello! Già dai primi istanti capisco se un film mi può piacere o meno. E qui si parte decisamente alla grande.
L’altro giorno (okay, qualche mese fa visto che adesso fa troppo freddo!) stavo correndo con il lettore mp3 nelle orecchie, o meglio per essere precisi: con le cuffiette del lettore mp3 nelle orecchie, e pensavo: se facessi un film io, lo inizierei con un tizio che corre con le cuffiette nelle orecchie.
E gli autori di questo 50/50 devono avermi letto nel pensiero, cosa che ahimè non mi consente di intraprendere azioni legali nei loro confronti, e aprono questo film con Joseph Gordon-Levitt, tra l’altro uno dei miei attori preferiti, che corre con le cuffiette nelle orecchie e si sta pure sentendo un bel pezzetto indie-rock di quelli che piacciono a me e i titoli di testa annunciano persino la presenza nel cast di Anna Kendrick (!) e Bryce Dallas Howard (!!), altre due mie super-favorite, e ciliegina sulla torta pure musiche originali firmate da Michael Giacchino. Sì, quello di Lost! In più c’è l’apporto comico di Seth Rogen, uno che il più delle volte mi fa ridere. Tranne quelle volte in cui fa proprio delle stronzate di film, ma il più delle volte comunque mi fa ridere.
Già i soli titoli di testa bastano quindi per creare in me aspettative elevatissime.
E-LE-VA-TIOOON
Bono, statte zitto! Ho detto “elevatissime”, non elevation, cazzo!

Due minuti di film che mi hanno già fatto riempire lo spazio di una recensione completa con una serie di stronzate mega galattiche e che già mi hanno fatto pregustare l’odore di un possibile cult personale in arrivo.
Dopo qualche minuto poi parte pure un vecchio pezzo dei Radiohead, “High and Dry”, cristo santo! E allora penso sempre più che ci siamo. Ci siamo davvero.
L’unico ostacolo in mezzo alla strada sembra allora quello della vicenda affrontata. Il film affronta un tema duro, spinoso, ostico, drammatico come il cancro vissuto da un ragazzo di 27 anni. Come fare a non risultare stucchevoli o tristi o deprimenti? Qualcuno ha detto Biutiful?
50/50 compie il miracolo. Sì sì. Prende una materia scomoda e lo fa però con tocco ironico e sembra quasi che questo film sia uscito dalla mia testa e perché non l’ho scritto io? Perché, peeerché?

A realizzare questa perla sono invece stati lo sceneggiatore esordiente Will Reiser e il regista Jonathan Levine, uno che con i film precedenti All The Boys Love Mandy Lane e Fa' la cosa sbagliata - The Wackness mi aveva fatto pensare: bravo, bravo, questo ha talento però può fare ancora di più. E infatti mica mi sbagliavo. All the Boys Love Mandy Lane era un ottimo horror che aveva l’enorme merito di rivelare al mondo il talento (in tutti i sensi) di Amber Heard, mentre Fa la cosa sbagliata era un film in perfetto stile Sundance (festival partito proprio in questi giorni) con però qualche lampo visionario e una notevole colonna sonora 90s hip-hop. Ora Jonathan Levine ha compiuto il passo successivo e questo 50/50 è il mix di emozioni e risate definitivo.
Lo sapevo fin dai primi due minuti di film e per fortuna il resto dello svolgimento l’ha confermato: ci troviamo di fronte a un cult cannibale. Proprio così. Una di quelle (rare) pellicole in grado di catturarmi dall’inizio alla fine e di farmi piangere come non capitava dai tempi di Un ponte per Terabithia. Ebbene sì.

Oltre a un’ottima sceneggiatura/regia, grande merito va al cast. Joseph Gordon-Levitt è grandioso. Non offre una di quelle performance ruffiane da Oscar, e infatti quegli sveglioni difficilmente gli daranno una nomination, preferendo il Brad Pitt di Moneyball di turno che è come se facesse ogni momento l'occhiolino alla telecamera. Joseph Gordon-Levitt invece non ammicca, ma fa quello che è richiesto a un grande attore: diventare un tutt’uno con il suo personaggio. E lui lo fa, facendoci vivere la malattia del protagonista come se fosse la nostra malattia.
Anna Kendrick nella parte della psicoterapeuta, anzi della dottoranda psicologa, è fenomenale. Io Anna Kendrick la adoro, non ci posso far niente. Riesce a essere sfigata e figa nello stesso momento. Non in due inquadrature diverse. Nella stessa. Pazzesco. E comunque avere una psicoterapeuta più psicotica del suo paziente da una parte è la cosa peggiore che vi potrebbe mai capitare, dall’altra la migliore. 50 e 50.
A fornire il maggiore apporto di comicità alla pellicola ci pensa invece Seth Rogen, gran mattatore che sfrutta la malattia dell’amico per… rimediare qualche scopata in giro. I-DO-LO.
Ma non è finita qui perché ci mettiamo dentro pure una rediviva Anjelica Huston perfetta nella parte della madre cagacazzo del protagonista, un buon Philip Baker Hall malato pure lui di cancro, la fighetta Jessica Parker Kennedy, tra le streghette puttanelle della serie tv The Secret Circle, e Bryce Dallas Howard, ormai specializzanda in ruoli da perfetta bitch che le riescono così bene (vedete al proposito pure il nuovissimo The Help) e diventata giusto ieri nella realtà MILF per la seconda volta, ovvero ha già avuto il suo secondo figlio. Io comunque stento sempre più a credere che possa essere stata generata dallo sperma di Ron Howard. Ricky Cunningham, cristo santo. Com’è possibile?

Conclusioni?
Potete fidarvi di me e guardare questo film pronti a commuovervi e a ridere. In dosi abbondanti. Naturalmente recuperandolo in versione in lingua originale con sottotitoli, perché un’uscita italiana al momento non è ancora stata fissata, sebbene nel corso del 2012 prima o poi dovrebbe arrivare.
Ci sono il 50% di possibilità che lo adorerete e il 50% di possibilità che vi verrà voglia di prendermi a randellate per averlo consigliato.
50 e 50. Come per ogni cosa.
Tranne che per i film con Nicolas Cage. In quel caso le possibilità di trovarsi di fronte a una visione decente sono di 1 contro 99.
(voto 8+/10)

20 commenti:

  1. Nonostante condivida la tua posizione sul bellissimo Un ponte per Terabithia, il fatto che questo sia un cult cannibale significa che, probabilmente, dalle mie parti sarà bottigliato tantissimo.
    Non vedo l'ora. ;)

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. non sono daccordo Ford! Questo mi pare di capire che potrebbe essere nelle mie corde, sarà perchè dopo il cazzutissimo Hesher orami ogni roba targata Gordon Levitt DEVE essere vista! Grande Cannibal (almeno sino a quando non lo vedo...)

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  2. Fa' la cosa sbagliata era carino...Staremo a vedere!

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  3. Io mi proibisco di guardarlo prima di aver dato l'esame dell'1. Due dei miei attori preferiti. Non uno, due. Due. E il trailer promette strabene... non vedo l'ora.

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  4. L'ho visto e mi è piaciuto. Finalmente un film che tratta il tema "cancro" in maniera insolita, ma efficace. Cazzuto il film e anche il protagonista; Levitt è uno dei migliori sulla piazza.
    Unica pecca: forse avrei analizzato di più il rapporto con la psicologa e la sua evoluzione.

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  5. Ventura mode: ON

    Mi attira!

    Ventura mode: OFF

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  6. In generale rifuggo come la peste i film con protagonista malato, ma a questo penso darò una chance, se non altro perché Gordon-Levitt la faccia da vittima non ce l'ha proprio, comunque vada a finire. Poi se mi fanno una ruffianata come metterci "High&Dry", mi si conquista proprio facilmente.

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  7. questo film mi attrae e mi fa paura al tempo stesso, faccio per iniziarlo e poi me ne pento e stoppo e penso che sono già abbastanza depressa per i fatti miei...Però c'è Joseph Gordon-Levitt che con 500 giorni insieme è entrato nel club dei miei giovani attori preferiti di sempre e quindi credo che prima o poi cederò, anche perché da quello che dici ne vale la pena!
    In effetti avevo avuto gli stessi tentennamenti con the big c che poi è diventata una delle mie serie preferite!

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  8. Gran bel film. Non me l'aspettavo, ma mi è piaciuto molto.
    È da un po' che voglio vedermi All the boys love Mandy Lane, a questo punto procedo subito. ;)

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  9. Adorando (500) giorni insieme e lo stesso Joseph Gordon-Levitt non posso perdermelo! E poi sotto sotto mi fido di te...caro coetaneo!
    Stasera invece vado a vedere "L'amore che resta" :D

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  10. Tempo di premi e di catene... ti ho assegnato il Versatile Blogger Award :)

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  11. è un pò che aspetto di vederlo, solo che non riesco a trovarlo sottotitolato

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    1. non inserisco link vista la recente crociata degli stati uniti contro internet, però se fai una ricerca in rete trovi anche i sottotitoli italiani...

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  12. Ma quando esce in Italia?

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    1. in italia è uscito il 2 marzo. in un numero però molto esiguo di sale...

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  13. ...dunque, ho inseguito tanto questo film...forse avevo troppa aspettativa...in primo perché il protagonista mi incuriosiva già ai tempi delle VERGIN SUICIDES, e visto che siamo coetanei, sono cresciuta anch'io con i suoi ruoli, secondo perchè quell'esperienza io l'ho vissuta nella parte della rossa persona, e credevo che almeno fosse descritta al meglio, o meno il cast c'era.......sinceramente non mi ha commosso, nè mi ha entusiasmato, e credo che il tuo voto e le tue conclusioni siano state molto generose....forse ero ancora inebriata dal sapore dolceamaro di RESTLESS...(tradotto in italiano come L'AMORE CHE RESTA....anche qui ci sarebbe un capitolo sulle traduzioni di certi titoli)...dove c'è questa piccola e dolcissima Mia Wasikowska (anche lei da tenere d'occhio), diretta dallo splendido Gus Van Sant....comunque, indipendentemente da quello che può piacere o meno a me, data la mia piccola esperienza personale mi aspettavo qualcosa di più curato, ci sono troppe fasi all'americana che mi disturbavano, dettate proprio dai dialoghi e dalla sceneggiatura, perchè gli attori sono stati splendidi, Joseph in particolare....quindi a mio avviso troppa gloria, non se la merita!!!

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