lunedì 30 novembre 2009

(500) di questi giorni

Il film indie definitivo dell’anno. Anzi, degli ultimi 500 giorni. Anzi, degli ultimi 500 anni. Questa non è una storia d’amore. È una storia sull’amore. Differenza sottile, ma decisiva. Questa è sì una commedia romantica, ma fondamentalmente fa a pezzi molti degli stereotipi del genere. A partire dal fatto che sia lui, Tom, quello romantico e sognatore, mentre lei, Summer, è quella che non vuole impegnarsi in una storia seria. Il titolo italiano (500) giorni insieme non depisti. Siamo dalle parti di Se mi lasci ti cancello (altro film massacrato dalla denominazione italiana), Altà fedeltà, 40 giorni e 40 notti, Juno. Una commedia romantica per fan degli Smiths, non di Tiziano Ferro.

Diretto dall’esordiente Marc Webb (uno di cui sentiremo molto parlare) con tocco magico e sorprendenti invenzioni, arricchito da una sceneggiatura fresca, sorprendente e divertentissima, (500) days of Summer vanta anche una coppia di attori protagonisti perfettamente affiatati. Lui è Joseph Gordon-Levitt, per me l’unico erede possibile di Heath Ledger, con cui ha diviso il set ormai 10 anni fa nel modern-shakespeariano 10 cose che odio di te. Lei è Zooey Deschanel, stupenda icona alternative che mi ha fulminato fin dal piccolo ruolo nel film del 2000 Almost Famous – Quasi famosi.

Che dire? Andate al cinema a vederlo (anche se non è distribuito in molte copie) oppure guardatelo qui, oppure scaricatelo qui, in italiano e in ottima qualità dvd.
Se dentro il vostro petto batte un cuore indie come il mio, questo è il film che vi farà andare in overdose di bellezza.

(500) giorni insieme
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Sono numerosissime le scene memorabili. Io vi propongo quella strepitosa di lui che esca la mattina dopo aver fatto sesso per la prima volta con lei.

Naturalmente da favola è la colonna sonora con dentro Temper Trap, Feist, Doves, Regina Spektor, Black Lips, Smiths e gli Smiths rifatti da She & Him, la band dell’attrice protagonista Zooey Deschanel.
Soundtrack download

domenica 29 novembre 2009

E guerra sia

È una Santa Domenica post gin-demon con il suono del nuovo disco targato Thirty Seconds To Mars che comincia a scorrere nelle orecchie con l'effetto di acqua fresca. O acqua Santa?

Non ve lo dico troppo esplicitamente, perché se no quelli di Google Blogger mi mandano in men che non si dica una mail di notifica con minacce di chiusura immediata del blog, però se fate click sull'immagine potreste trovare il link vincente.

"This Is War", Thirty Seconds To Mars

1. Escape: 2012, la fine del mondo? No, cari Maya. Carramba che sorpresa la fine del mondo è già qui! Il replicante Rutger Hauer ti sussurra nell’orecchio: “Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare.” E poi arriva l’urlo. Di Leto, non di Munch.
2. Night Of The Hunter: un tuffo al cuore negli anni Ottanta. Voce di troietta francese, intro tambureggiante alla “I know there’s something going on” di Frida, suoni electrodensss. Qualcuno storcerà il naso. Io alzo il volume delle casse. Pezzo killer. Anzi, Killers.
3. Kings and Queens: i re e le regine arrivano annunciati dal gabbiano. Pochi elementi bastano per incoronarli. Una chitarra presa in prestito da The Edge. Una voce pulita che arriva dritta al punto. Un video realizzato con una geniale operazione di marketing comunista (aspetto da non trascurare considerato che i 30 Seconds devono una parte importante del loro successo sia alla cura cinematografica delle clip, sia alla forza della community online. E un coro che potrebbe diventare l’inno dei prossimi mondiali (se la gioca con "Bad Romance" di Lady Gaga e "Viva la Vida" dei Coldplay).
4. This Is War: sembra partire come la sigla di Lost. Più probabilmente hanno campionato la colonna sonora di 2001: Odissea nello spazio. Ritornello incazzato e grungy. Una meraviglia di canzone. Un futuro probabile singolo.
5. 100 Suns: I believe in nothing, il mio nuovo inno acustico personale.
6. Hurricane (featuring Kanye West): Kanye è come Dio. È in cielo, in Terra e adesso anche nel disco dei Thirty Seconds To Mars. Ovviamente con tanto di voce in auto-tune. Qualcuno continuerà a storcere il naso. Il volume delle mie casse va sempre più su.
7. Closer to the Edge: atmosfere 80s decadenti, everybody doin’ a brand new dance now, come on baby do the emo-motion.
8. Vox Populi/A Call to Arms: apri gli occhi. Scendi dalla brandina, soldato palla di lardo. Non ti sembra di stare in mezzo alle bombe di The Hurt Locker o tra i soldiers fulminati di Redacted?
9. Search & Destroy: sussurra e grida. Marcia e combatti. Punta e premi il grilletto. Cerca e distruggi.
10. Alibi: un piano delicato ci riporta alla quiete. Non per cercare un alibi, ma Jared non può neanche stare tutto il tempo a urlare (vabbè, dai, giusto un pochino sul finale del pezzo).
11. Stranger in a Strange Land: straniero in una Zombieland. Lo spirito di Trent Reznor aleggia nell’aria malsana della canzone. Trent Reznor non è morto, direte voi. Certo, però s’è ripulito, disintossicato, s’è persino sposato e dalle foto sembra anche una persona felice, quindi è lecito aspettarsi un prossimo disco tutto love love love.
12. L490/Equinox: titoli di coda. L’orgia di Eyes Wide Shut ha ufficialmente occupato lo studio di registrazione dei 30 Seconds. Make love not war, direbbe John Lennon. La guerra è finita, direbbero i Baustelle.

Grande album. Epico, cinematografico ed ambizioso. Si sente che Jared Leto & Co. non sono voluti tornare con un dischetto campato per aria tanto per sfruttare l’onda lunga della bella bugia raccontata con il disco precedente. Hanno voluto scendere in trincea e combattere sulla sottile linea rossa (non a caso Leto c’era, in quel capolavoro di film). Se vogliamo trovare un difetto, non è che c’hai messo dentro un po’ troppi cori, eh Jared?

venerdì 27 novembre 2009

Rockstar dell'anno

Per Rolling Stone Italia la rockstar dell’anno è Silvio Berlusconi.
Per me vince nettamente questa bambina.

giovedì 26 novembre 2009

thanxgiving day

in questo solenne giorno del ringraziamento, volevo ringraziare il giorno del ringraziamento per avermi dato l'occasione di fare questi ringraziamenti

grazie a tutte le persone geniali e creative che ho conosciuto quest'ultimo anno
grazie agli idoli di italiansubs per darci la nostra razione di nuovi telefilm americani comodamente sottotitolati in italiano
grazie a quentin tarantino per non essersi mai fatto sputtanare da hollywood (come un certo g. muccino, tanto per non far nomi)
grazie al film "paranormal activity", per avermi tolto il sonno
danke hendrik breitkreuz, per aver inventato eMule
thank you india, thank you terror, come canta alanis
grazie dei fior, come canta nilla pizzi
grazie a fabio volo per il volo del mattino
e grazie anche a paola maugieri per rock history su virgin radio (però basta con sti queen!)
grazie a tutte quelle persone fantastiche (come questa bambina) che condividono con il mondo intero i loro ridicoli video su youtube
grazie ai cicli e ricicli della moda per aver fatto tornare cool i ray-ban wayfarer
grazie a clint eastwood e al vecchietto di "up" per avermi mostrato come si possa invecchiare con style ed essere ancora fichi superati gli -anta
grazie a franco battiato, per aver messo in musica quello che tutta italia pensa
grazie a berlusconi per...? mmm, no niente. in questo momento non mi viene in mente nessun motivo per ringraziare berlusconi
grazie a tutti gli amici di faccia da libro
grazie a te che stai leggendo questo blog
grazie a stefani joanne angelina germanotta per essersi trasformata in lady gaga
grazie a megan fox per avermi dimostrato che dio è il più grande artista di questo fottuto mondo
e grazie a brunetta per avermi dimostrato come anche i più grandi artisti ogni tanto facciano delle gran cazzate

thank you and good night

mercoledì 25 novembre 2009

video festival

mini videoclip festival
apriamo le danze con il filmato più visionario visto quest'anno
"ambling alp" degli yeasayer
roba da sogno di david lynch dopo che ha mangiato pesante
la canzone è POP del futuro
britney spears tra 4/5 anni, o forse anche meno, canterà robe del genere

si fa chiamare fever ray
e per forza, il suo vero nome è l'impronunciabile Karin Dreijer Andersson
oltre ad aver fatto uno splendido disco solista, è la cantante dei knife, nonchè la splendida voce su alcune delle migliori canzoni dei royksopp
"keep the streets empty for me", svuotate le strade apposta per me
è la canzone che preferisco ascoltare nel bel mezzo del traffico sulla tangenziale milanese
il video è pura poesia in slow-motion


un uomo con delle frecce piantate nella schiena
e un drammatico incidente automobilistico
tutto questo nel video di un gruppo chiamato why?
ma perché hanno deciso di chiamarsi così, peeerché?


nel nuovo tragico video dei paramore
ci imbattiamo in una hayley williams più bionda gaga del solito
e incontriamo alice nel paese delle meraviglie
o forse dovremmo dire alice nel paese dei morti?
parapa-parappapara

martedì 24 novembre 2009

Gangsta-rapper dell'anno

Silvio Berlusconi è stato eletto rockstar dell'anno dalla versione italiana della rivista Rolling Stone. Che dire? Ci può stare?

Sesso (con mignot.. pardon, escort), droga (Viagra?) e rock'n'roll (Apicella, motherfuckers!) ci sono. Però manca qualcosa. Un elemento imprescindibile per una vera rockstar: la ribellione.

Si può andare contro il Sistema, quando sei TU che rappresenti l'intero Sistema politico, sociale, culturale italiano e quanto vi è di più marcio al suo interno?

L'elezione di Silvio rocknroll all'interno della redazione è avvenuta all'unanimità (probabilmente dopo essersi fatti una colossale canna di gruppo) e il direttore Carlo Antonelli ha così motivato l'incoronazione : "Per noi la rock star è una persona che ha un’attidutine molto forte nei confronti della vitalità, una vitalità perfino eccessiva. E lui è così.” Tutte le rockstars morte suicide si staranno rivoltando nelle loro tombe dopo queste parole?

In ogni caso questa elezione, come tutte le elezioni che lo riguardano, è contestabile. Ma per una volta è anche condivisibile, oltre ad essere soprattutto una riuscita operazione di marketing per rilanciare una rivista tra le tante in crisi di vendita in questo periodo. E mi piacerebbe anche sapere che cosa ne pensa lui, il Silvio, di questa inaspettata incoronazione. Cominceremo a vederlo strafarsi in giro insieme a Pete Doherty? Lo sorprenderemo a baciarsi con Beth Ditto a qualche evento gay? Salirà sul palco insieme al Boss per intonare "Born in the Italy"?

Secondo me, il titolo di rockstar non gli è comunque del tutto consono. O almeno, Berlusconi è sì una rockstar, ma la rockstar fatta a misura di sogno dell'italiano medio. Nonostante sia un vecchiazzo gli tira ancora, va a buttane, tradisce la moglie, parla solo di calcio & figa, i suoi modelli di riferimento sono Margaret Tatcher, il Duce e il Lino Banfi dei dorati tempi soft-porno. L'italiano medio va letteralmente in brodo di giuggiole con tutto ciò. Beh, a parte Margaret Tatcher. "E chi cazzo è?" si chiede l'italiano medio mentre dilapida lo stipendio al video poker al Win For Life. Antonelli aggiunge anche che: "Il suo stile di vita inimitabile gli ha regalato specie quest'anno un'incredibile popolarità internazionale." D'accordo con la popolarità, ma all'estero il Berluska viene visto semplicemente come un patetico e sfigato vecchietto sfigato. Certo non come una rockstar.

Decisamente più adatto a lui sarebbe allora il titolo di Gangsta-rapper dell'anno: vanta legami con vari boss locali del calibro di Tarantini che fanno di lui un vero Italian Gangster; vede le donne fondamentalmente solo come delle bitches che devono scuotere il loro bling bling, yo!; ha un atteggiamento e uno stile di vita da pappone e continui problemi con la giustizia; il suo linguaggio affilato il più delle volte scurrile e popolare e populista riporta dritto dritto alla strada; non si diverte cazzeggiando come una rockstar, ma ostenta ricchezza e donne (viste in foto le dimensioni del suo pene, dubito fortemente che le possa soddisfare come un Tommy Lee); ha avuto una (presunta?) storia con una minorenne come R. Kelly; vive la rivalità con giudici, magistrati, giornalisti e politici dell'opposizione come una battaglia tra gang rivali, destra contro sinistra come fosse East Coast vs. West Coast.
Le mie rockstars dell'anno, invece? Lady Gaga (musicalmente e visivamente, la più rock di tutti), José Mourinho (il lato arrogante e un po' fighetto del rock'n'roll) e i bastardi di Tarantino. Facendo lo scalpo ai nazi, loro sì che vanno contro il Sistema e contro la Storia. Altrochè Silvio rocknroll, Silvio superstar. Sfavillante, stravagante.

lunedì 23 novembre 2009

Paura

Un film low-cost, una sorta di versione Ryanair/Ikea del cinema hollywoodiano. Con un budget di 15.000 miseri dollari, il giovane regista di origini israeliane Oren Peli ha preso una digitale economica, si è chiuso per una settimana in casa sua con un paio di attori sconosciuti (e probabilmente sotto pagati) e ha girato un film che nei soli Stati Uniti ha già superato i 100 milioni di dollari di incasso.
Un nuovo caso The Blair Witch Project, per farla breve. Questo film riesce però ad essere molto più inquietante. Anche perché, se dopo la visione di Blair Witch era difficile avventurarsi ancora allegramente in mezzo a un bosco (non fosse bastata la fiaba di cappuccetto rosso), dopo la visione di Paranormal Activity si ha paura persino di stare in camera propria con la luce spenta. Fa regredire a uno stato di infantile irrazionale terrore.

Mi è difficile definirlo un "bel" film. Cinematorgraficamente non è certo un capolavoro. Anche voi con la vostra videocamera potreste girare qualcosa del genere. Però, forse proprio per questo, funziona. C'è una sensazione famigliare. Come se si trattasse di un vostro filmato domestico da caricare su YouTube o Facebook, solo con una presenza malefica come special guest-star. Detto questo, c'è comunque dietro una sapiente orchestrazione degli elementi che ci vengono mostrati e di ciò che lo spettatore può solo immaginare. C'è una costruzione della tensione in un crescendo continuo che non è che da tutti. E, cosa più importante. Paranormal Activity fa quel che deve fare un buon horror: mette addosso una paura fottuta. Nelle sale americane il pubblico era terrorizzato e pare che Steven Spielberg se la sia fatta addosso guardandolo. Quel che è certo è che io durante la parte finale ero talmente agghiacciato da star quasi male fisicamente.

Un film consigliato per una tranquilla serata di paura. Paura fottuta.

(L'uscita italiana è prevista per febbraio 2010, quindi nelle prossime settimane ne sentirete parlare molto. Se volete vederlo in inglese con sottotitoli italiani, in qualità dvd, cliccate qui)


Tanto per alleggerire la tensione, ecco anche il divertente trailer parodia realizzato per il film L'uomo che fissa le capre.


venerdì 20 novembre 2009

I have a dream

Nascosto dentro a un corpo da hobbit, si cela una voce preziosa. Quella di Susan Boyle. La storia è nota e la conoscete tutti. Il brutto anatroccolo che si presenta sul palco del talent-show Britain's Got Talent e viene sfottuta dal giudice Simon Cowell e dal pubblico per il look alquanto stambo e per i movimenti indie-bifolchi. Quand'eccola che attacca a cantare "I Dreamed A Dream" dal musical Les Misérables e tutti rimangono con gli occhi sbarrati dalla sorpresa come in un film della Pixar. Il video dell'esibizione diventa il più clickato nella storia del web (persino mia mamma ha voluto vederlo: è stato il suo primo YouTube) e la signora diventa la più improbabile delle popstar che lo scintillante mondo dello showbiz abbia mai visto. Sembra un film, prima o poi diventerà un film (una Meryl Streep potrebbe facilmente calarsi nei suoi panni e vincere pure un Oscar) e invece è successo. I sogni si avverano. Cala il sipario.

No. Non ancora. A questo punto arriva il disco d'esordio della Boyle. Come prassi ormai comune (che francamente mi ha già strarotto le palle), dopo il talent-show arriva l'album di cover. E, diciamolo subito, tanto era folgorante la sua apparizione a Britain's Got Talent, tanto è prevedibile e da sbadiglio questo primo passo sulla lunga distanza. Voce angelica, di una pulizia notevole come il suo nuovo patinato look in copertina, manca però quello scarto in grado di emozionare come la prima volta in cui è apparsa selvaggiamente sugli schermi dei pc di tutto il mondo.
Non male la sua versione di "Wild Horses" dei Rolling Stones e dello standard jazz "Cry Me A River". Sentendo "You'll See" la si immagina persino come una Madonna dotata di voce. C'è anche una discreta "The End Of The World", uno dei pezzi più belli mai scritti nella storia della musica, ma io la preferisco di gran lunga nella versione cantata da Brenda Lee o nella prima pazzesca versione out of time di Skeeter Davis. Molto piatto il resto delle cover, come anche il solo inedito "Who I Was Born To Be", scritto appositamente per lei. Gli arrangiamenti non sono mai sopra le righe, per non oscurare la voce della Boyle protagonista unica e assoluta, non mancano i crescendo da applauso televisivo e qualche coro da chiesa. Si finisce con una "Silent Night" che non poteva proprio mancare, dopo tutto è quasi Natale è il disco dobbiamo pur venderlo alla grande.
I dreamed a dream, canta lei. Ma il sogno per me è già finito dopo quella sua mitica, irripetibile, prima uscita agli occhi del mondo.

Vampire Weekend (again)

Nel weekend dei vampiri, non potevano mancare all'appello loro.
Un gruppo che non può essere più lontano dalla saga di Twilight sia visivamente, con quel look da college privato usa, che musicalmente, con quell'indie pop allegro e frizzante in grado di far scappare a gambe levate più vampiri di un crocifisso e di Buffy l'ammazzavampiri messi insieme.
Eppure, è ancora una volta il loro weekend.
Il weekend dei vampiri.

giovedì 19 novembre 2009

Il paradiso può attendere

Il paradiso può attendere, vedere questo video no.
Una delle cose visivamente più belle di quest'ultima annata.
Diretto dall'emergente erede di Spike Jonze e Michel Gondry: Keith Schofield.
Canta: Charlotte Gainsbourg, una delle cose più belle partorite negli ultimi anni dalla Francia (qualificatasi scandalosamente ai Mondiali: LADRI!)

mercoledì 18 novembre 2009

New Moon

Il film è uno di quelli promossi pochissimo. Non se n'è praticamente sentito parlare in nessun telegiornale, magazine, social network o altro mezzo di comunicazione umanamente e vampiristicamente disponibile, questo blog compreso. Quindi, per celebrarne l'uscita in sordina, senza tappeti rossi e senza presentazioni in diretta via myspace, vi propongo i miei due brani preferiti dalla colonna sonora.



Le onde del destino

Calmi. Il mare è in tempesta. Sta arrivando un'onda a travolgerli e loro stanno calmi, con i capelli perfettamente pettinati. La foto di copertina rappresenta alla perfezione la musica contenuta all'interno dell'album. Gli Stereophonics non si sono fatti travolgere da rivoluzioni digitali, crisi economiche, sperimentalismi elettronici, cambi di formazione o altro. Il loro suono rimane sempre lo stesso. Nonostante tutte le onde del destino.

“Innocent” è una delle canzoni migliori del loro repertorio. Bellissimo il testo. Notevole anche “Uppercut”, buona “100mph”. Per lo più trascurabile il resto. Forse quando arriva un'onda, farebbero meglio a fare qualcosa.
Stereophonics "Keep Calm and Carry On"


martedì 17 novembre 2009

Mostri

Oh, mio god. Siamo circondati dai mostri.

I mostri di Erba vengono avvicinati con un gesto di umana pietà che non meriterebbe di essere concesso a persone che di umano hanno dimostrato di avere ben poco.

Alfonso Signorini è un mostro moralizzatore. Nell’ultima puntata del mostruoso Grande Fratello si è dimostrato scandalizzato da alcune affermazioni maschiliste di Massimo, il bodyguard super palestrato. Cos’altro aspettarsi d’altronde da un uomo che come massimi modelli potrà avere Batista e Franco Trentalance? Signorini il moralizzatore è Uno che si indigna per delle stronzatine che possono fare dei surrogati di idioti dentro la casa del Grande Fratello ma mai una parola su ciò che fa il suo beneamato datore di lavoro plurimo (Chi, Tv Sorrisi & Canzoni e in tv: oltra al GF, Verissimo e il Costanzo Show). In quel caso sì che mi piacerebbe sapere cosa ne pensa, il nostro Moralizzatore.

I bambini/teenagers di oggi, da un’indagine Eurispes, risulta che abbiano come modelli di riferimento Valentino Rossi i bocia e Belen Rodriguez le pischelle. Un evasore di fisco e la pupa del boss Corona. Piccoli mostriciattoli crescono.
Per fortuna, dal sondaggio viene fuori una buona fetta che dice di non voler assomigliare a nessuno, molti teenagers non credono nello Stato, usano massicciamente internet e una fascia non trascurabile preferisce le canne ai molto più rimbambenti e nocivi Amici e Cesaroni. Per il mondo c’è ancora una speranza.
“Fame: Monster” è invece la riedizione dell’esordio di Lady Gaga. Una che è mostruosa, ma nel senso felice del termine. L’unica persona al mondo che mi ricorda contemporaneamente Madonna, Marilyn Manson, David Bowie, Andy Warhol, i Sex Pistols e Gigi D’agostino.
Oltre a una versione monster dell’album originale che contiene le super-hit “Poker Face”, “Just Dance” e “Paparazzi”, un disco con otto brani nuovi di pacca.

“Bad Romance”
Rah-rah-ah-ah-ah-ah!
Ro ma-roma-mamaa!
Ga-ga-ooh-la-la!

tamarrata SUBLIME, delirio puro con un coro da stadio che U2 e Coldplay si sognano la notte

“Alejandro”
Parte melodrammatica come un tango argentino, diventa la sua “La Isla Bonita”.

“Monster”
That boy is a monster. Mo-mo-mo-mo-monster.

“Speechless”
Ballatona elegante. Gaga tira fuori il vocione crooner.

“Dance In The Dark”
Molto notturna e sognante. Euro-disco dopata. Molto dopata. Roba da andare fuori di testa.

“Telephone” (featuring Beyoncé)
La psychedelia nell’anno 2009. LSD trasformata in musica. Cose talmente allucinanti che è difficile da credere siano la musica commerciale di oggi.

“So Happy I Could Die”
La serata volge al termine, è ora di stordirsi ancora un poco.

“Teeth”
Ritmo da saloon alla “Black Horse & The Cherry Tree” di KT Tunstall. Party is over.

Non contenta di ciò, Lady Gaga è apparsa nell’ultima puntata trasmessa negli Usa del telefilm Gossip Girl e ha fatto un video con (yes!) Beyoncé.

Lady Gaga "The Fame Monster" (Deluxe Edition)

lunedì 16 novembre 2009

Il siciliano

Penso un giorno il testo di “Inneres Auge”, quando questo periodo di oscurantismo medievale sarà finito, verrà studiato nelle scuole. Gli studenti si metteranno sui loro bei banchi-postazioni computer e si metteranno a fare la perifrasi di ogni verso, per capire com’era l’Italia nel 2 0 0 9. Si chiederanno come diavolo siamo finiti così in basso.

uno dice che male c’è a organizzare feste private
con delle belle ragazze
per allietare primari e servitori dello stato?

non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare
anche gli extra a dei rincoglioniti?

che cosa possono le leggi
dove regna soltanto il denaro?
la giustizia non è altro che una pubblica merce…
di cosa vivrebbero
ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.


Dovrebbero rimettersi sui banchi anche i tanti presunti cantanti e cantautori di Italia. Perché nessun’altro ha avuto le palle di dire cose del genere? Perché ci deve pensare un over 60?

“Io a X-Factor? Nemmeno se mi venisse a prendere la polizia.” Come non voler bene a un “vecchietto” che ci delizia con queste parole? D’altronde, tra Battiato, il vecchino di Up e il Clint di Gran Torino, la vecchia guardia quest’anno ci sta proprio asfaltando. Sono loro, la meglio gioventù.

Ma veniamo a “Inneres Auge”, l’album

battiato politiko e polemico e inkazzato e ggiovane in “inneres auge”, già un cult
battiato pop facile facile in “un’altra vita”
battiato con rivestimento di musica classica molto muse in “inverno”
battiato tu vuò fa il kanye west con voce in auto-tune e ritornello inglese in “no time no space”, bellissima
battiato incantatore magico sviolina in “l’incantesimo”
battiato minimalista (ricorda elisa: less is more) giapponese in “haiku”
battiato esistenzial-chic malinconico, dannatamente malinconico, in “la quiete dopo un addio”
battiato kid A in “stage door”
battiato pacifista english si fa sette anni in “tibet”
battiato il siciliano e filosofo latino in “‘u cuntu”

sennu, stamu piddennu 'u sennu
ti ni stai accuggennu
'unni stamu jennu a finiri
cu 'stu munnu ca sta 'mpazzennu

il senno, stiamo perdendo il senno
te ne stai accorgendo
dove stiamo andando a finire
con questo mondo che sta impazzendo

un disco essenziale, breve, 10 canzoni da 3-minuti-3, con tutti i tasselli al posto giusto, sperimentale in una maniera lieve, da un grande vecchio un grande disco figlio dei nostri tempi

Franco Battiato "Inneres Auge - Il tutto è più della somma delle parti"

Mad World

Nel nuovo disco di Elisa c'è una canzone che si chiama "Mad World". Sarà QUELLA "Mad World", mi chiedo immediatamente? Quella dei Tears For Fears che nella versione di Gary Jules risuona alla fine di Donnie Darko?

Sì, è proprio quella. La prima parte della cover proposta da Elisa è onirica e originale, poi vira verso un prevedibile rockettone con tanto di coda strumentale inspiegabile, davvero inspiegabile. Trovo sia questo il difetto principale del disco. Un pallido rock anni 90 Alanis fuori tempo massimo che emerge qua e là e che imprigiona le canzoni anzichè lasciarle respirare (qualunque cosa questa espressione da critico musicale possa significare...).
Non a caso la produzione è curata dalla stessa Elisa insieme al fidato compagno Andrea Rigonat. In Italia si fa così, si ha paura a subordinare, ad affidarsi a una presenza esterna che ci può anche, Dio ce ne scampi, avanzare qualche critica costruttiva. Come quella marea di registi-attori-sceneggiatori-comici-cantanti faccio tutto io. Pieraccioni, ad esempio. Da comico ogni tanto farebbe ridere, o sorridere. Peccato voglia fare anche il regista (ed è una chiavica, come regista) e lo sceneggiatore (ha dato tutto con I laureati, poi non ha fatto che ripetere sempre lo stesso script). Stesso discorso vale per Elisa. Solo perché sai cantare non significa che sai produrre, prima te ne renderai conto, meglio sarà.

Veniamo ai duetti: "Ti vorrei sollevare" con Giuliano del Progetto Negramaro sarebbe anche un buon pezzo, ma i due si lasciano trasportare troppo per i miei gusti dando un esagerato sfoggio a mò di talent-show delle loro vocalità. Molto spesso, less is more. "Per me è un NO," direbbe Mara Maionchi. Quindi "Forgiveness" con Antony (di Antony and the Johnsons, per i distratti). Per la serie: facciamoci del male. Più che un duetto, sembra di assistere a un duello tra le due voci. Scontato il risultato finale: si vorrebbe mettere il mute sulla voce di Elisa e sentire solo Antony.

Non male "And All I Need", "Coincidences" e molto bella "Anche se non trovi le parole". Tutto il resto suona vecchio, già sentito. Noioso. Probabilmente un disco tutto in italiano avrebbe dato risultati migliori, visto che Elisa nel panorama nostrano può fare la sua porca figura, ma a un livello international questo disco non è nemmeno lontanamente paragonabile a ciò che fanno le dee Bat For Lashes e Florence and the Machine.

Elisa "Heart"

download, prima parte

download, seconda parte

sabato 14 novembre 2009

Man on the Moon

La Nasa ha rilevato "importanti quantita d'acqua" sulla Luna. Margherita Hack (quella vera, non quella di Mai Dire Gol) ha commentato la scoperta dicendo che "l’acqua è fondamentale per gli astronauti e potrebbe permettere permanenze di lungo periodo." Una notizia positiva, per l'umanità. Ma per quegli astronauti che devono stare anni in solitaria sulla Luna, è veramente una notizia positiva?

Il film Moon racconta proprio l'isolamente di un astronauta che lavora sulla Luna con un contratto di 3 anni. 3 anni da solo dentro un astronava, con qualche saltuario salto fuori. Il racconto parte che mancano appena due settimane allo scadere del suo contratto. Il ritorno a casa si fa vicino, ma non tutto andrà come previsto.

Moon rimanda direttamente alle algide atmosfere di 2001: Odissea nello spazio, con qualche suggestione visiva alla Chris Cunningham (il regista dei video di Aphex Twin e di "All Is Full Of Love" di Bjork)

Il protagonista Sam Rockwell (Soffocare, Confessioni di una mente pericolosa, Il miglio verde) è strepitoso ed è un possibile candidato ai prossimi Oscar. A tenergli compagni c'è solo un computer con la voce di Kevin Spacey e con uno smile come volto.

Moon esce in Italia il 4 dicembre. Già disponibile in rete invece la versione dvd in inglese con sottotitoli italiani.

Moon (DVD Eng, Sub Ita)


Streaming

Lasciate ogni speranza voi ch'entrate

C'era una volta la musica pop spensierata. Britney che ballava insieme a degli N Sync lobotomizzati. I Take That che si toccavano i capezzoli scoperti sotto una finta pioggia incessante. I Backstreet Boys che promettevano "non ti spezzerò mai il cuore".

Oggi viviamo nell'epoca di Shrek. Le vecchie fiabe sono morte e sepolte. E anche il cuore di Rihanna. Questo disco è nero come la pece. Non si intravede nemmeno una luce fioca fioca. Le cicatrici e i lividi di Chris Brown sono ancora ben visibili sulla sua pelle. Pare che i Cure le stiano intentando causa perché, al suo confronto, la loro passa come musica per allegroni.

L'attesa è finita. "Mad House" ci introduce nel manicomio. "Rockstar 101" tira fuori la chitarra di Slash. In "Russian Roulette" il beat porta dritto dalle parti del trip-hop anni '90 alla "Teardrop" dei Massive Attack (ripreso anche dalla sigla di Dr. House), la voce si insinua sussurrata come quella di Shirley Manson dei Garbage. "Fire Bomb" parte con una chitarra punk, per poi evolversi in una ballad geneticamente modificata. "Hard" e "Rude Boy" sono i pezzi da disco underground di qualche film horror. "Photographs" con Will.I.Am dei Black Eyed Peas è la musica che passa mentre si sfogliano sul portatile le foto più tristi del proprio passato. "Stupid in Love" una dichiarazione d'(anti) amore.

Chiudete gli occhi. Dimenticate che si tratta di Rihanna, la popstar delle Barbados che non va in giro senza umbrella-ella-ella-eh-eh-eh. Stavolta niente riparo. Il temporale è iniziato. Lasciate ogni speranza voi ch'entrate.

Rihanna "Rated R"


mercoledì 11 novembre 2009

Garage band

Goddamn rocknroll, bitches!
Il nuovo super gruppo di Dave Grohl (Nirvana, Foo Fighters), Josh Homme (Queens of the Stone Age) e John Paul Jones (Led Zeppelin). Tre bambini cattivi che si divertono a suonare in garage invece di andare in giro in BMX o giocare a Guitar Hero.

Quasi inutile aggiungere che questo disco è un'autentica figata.

Them Crooked Vultures "s/t"



Streaming

martedì 10 novembre 2009

Teddy Ruxpin

Ryan Tedder, Teddy Ruxpin per gli amici, è uno che sa scrivere canzoni. C'è infatti la sua firma dietro ad alcune delle più grandi hit degli ultimi tempi: "Halo" di Beyoncé, "Bleeding Love" di Leona Lewis, "Apologize" e "Stop and Stare" dei suoi OneRepublic, che oggi ritornano con il loro album number two. Commerciale fin che si vuole, ma pieno di idee e spunti.

L'apertura è ipnotica con l'uno-due di "Made for you" e "All the right moves". Gli archi di "Secrets" sono maestosi. In "Everybody loves me" il gruppo di Teddy Ruxpin si concede del sano cazzeggio hip-hop blues su un beat alla "Loser" di Beck. "Good Life" è una probabile nuova hit mondiale. "All this time" la ballata pronta per il finale di una puntata di qualunque telefilm americano. "Fear" il pezzo che Chris Martin avrebbe voluto scrivere.

Disco piacevolissimo, produzione mostruosa tra beat hype, piani incastonati alla perfezione ricoperti da una pioggia di archi cinematografici. Insomma, me cojoni! Ad averne di pop commerciale di questa pasta.


OneRepublic "Waking Up"

Bad Romance

questa donna sta già nel prossimo decennio


lunedì 9 novembre 2009

avere ventanni

ventanni passati
un film del 2003 racconta quel periodo di grande cambiamenti
la Berlino comunista che si occidentalizza con scritte coca-cola che spuntano fuori come funghi
pochi giorni prima della caduta del muro, la fervente socialista Christiane ha un infarto
finisce in coma
"mia madre dormiva e il capitalismo trionfava" dice Alex, il protagonista ventenne, che in ospedale mentre la assiste si innamora dell'infermiera
è un periodo di grandi cambiamenti, sia per la sua vita che per la Germania
quando la madre si sveglia dal coma, come dirle che niente è più come prima?
e allora mette su una messinscena
la Germania è ancora divisa in due
il muro è ancora in piedi

Goodbye Lenin!
uno splendido emozionante divertente film crucco
download
guardalo in streaming

domenica 8 novembre 2009

top 5 album della settimana (2-8 novembre 2009)

5. Scende la neve
Il Natale si avvicina, cominciano a fioccare greatest hits e raccolte varie. Il più conosciuto tra i gruppi sconosciuti, oppure il più sconosciuto tra i gruppi sconosciuti, ovvero gli Snow Patrol, riassume i suoi 12 anni di carriera con un doppio album, che raccoglie pezzi come "Chasing Cars", "Open Your Eyes" e "Run". Hit che li hanno trasformati da piccola band indie che si esibiva gratis sulla spiaggia di Brighton (birra, sole, ragazze svedesi ubriache: uno dei concerti più piacevoli cui abbia mai assistito) a gruppone da milioni di copie vendute in Uk e Usa che apre i concerti degli U2. Una buona occasione per scoprirli, o riscoprirli, con tutti i loro classici che avrete sentito nelle soundtrack di Grey's Anatomy, One Tree Hill, E.R., Cold Case, Smallville, Spider-Man 3, La mia vita a Garden State, o in pratica qualunque altro film o serie degli ultimi anni.

Snow Patrol "Up To Now" (best of)


4. La regina della foresta
Sì, è vero. Leona non è uscita da una foresta ma da X-Factor versione Uk. Però, vabbè, che ci volete fare? A lei posso perdonare tutto. Il suo disco numero due pieno di ballatone deprimenti accompagna bene la pioggia autunnale che scende senza sosta. Dopo la sua versione di "Run" dei sopra menzionati Snow Patrol, questa volta la cover è "Stop Crying Your Heart Out" degli Oasis, rivisitata in chiave solenne. Immagino già le risate di Liam.

Leona Lewis "Echo"


3. Memento mori
I Flyleaf sono un esaltante gruppo emo-rock-dark-alternative-metal vicino a Paramore ed Evanescence. Se copertina e titolo del disco non vi inquietano troppo, potete anche fare un tentativo e dar loro un ascolto.

Flyleaf "Memento Mori"

2. It's only rock'n'roll (& revolutions)
Se cercate un bel discone rock, questo nuovo dei Biffy Clyro fa proprio al caso vostro. E ora basta con le chiacchiere e via con le chitarre.

Biffy Clyro "Only Revolutions"

1. (Clark) Kent
Gli svedesi Kent sono uno di quei gruppi in grado di creare incanto con atmosfere tra Sigur Ros e Radiohead. In pratica l'equivalente in musica del film "Lasciami entrare".


Kent "Röd"

venerdì 6 novembre 2009

the wall

Diciamocelo, gli Mtv Awards europei sono la versione un po' sfigata di quelli americani.
Ed è un peccato, visto che quest'anno si sono tenuti a Berlino la splendida, pochi giorni prima del ventennale per la caduta del wall.

In apertura i Green Day: Billy Joe in versione biondo platino quasi Gaga intona una versione di “Know Your Enemy” decisamente più tirata e ganza di quella anonima proposta su disco, poi attacca inspiegabilmente con la vecchia “Minority”. Sicuramente dal repertorio potevano tirar fuori qualcosa di meglio. E sicuramente Mtv poteva tirar fuori le palle e far suonare qualche nome un po' più nuovo come La Roux o Bat For Lashes.

Katy Perry, la conduttrice della serata, ha dato il suo meglio con una versione da musical-cabaret anni ’30 alla “Chicago” dei pezzi nominati come miglior canzone dell’anno: “I gotta feeling”, “When love takes over”, “Use Somebody”, “Halo” e “Poker Face”. Stupenda anche più del solito, Katy si conferma la miglior donna entertainer degli ultimi 150.000 anni. Qualcuno dia la cattiva notizia a Simona Ventura.

Best live act: vincono gli U2. Miglior band live del 2009? Il premio poteva starci una ventina d’anni fa, ma oggi? La risposta ce la daranno più tardi.
Best Urban. Tra i nominati c’è Kanye West. Il suo video viene interrotto da Katy Perry come vendetta per quello che aveva fatto nei confronti della sfigata Taylor Swift agli Mtv Awards americani. Alla fine vince Jay-Z. Giusto, quest’anno è lui il numero uno in ambito hip-hop.
Jay presenta poi live il pezzone hip-hop dell’anno: “Empire State of Mind”. A cantare il ritornello non c’è purtroppo Alicia Keys ma una inguardabile e inascoltabile tizia pseudo-orientale. Chi cazzo è? Gli Mtv Awards europei sono proprio la versione sfigata di quelli americani, ve l’ho detto.
David Hasselhoff, si presenta con un completo luccicante trashissimo, canta brevemente un suo floppissimo musicale e parla con un linguaggio da gangsta rapper. Quest’uomo è un genio del male. Per compassione, gli fanno presentare il premio best rock. Vincono i Green Day. Billy Joe ringrazia per il "best cock award". LOL.
Il wrestler Batista anziché spaccare teste stasera ha deciso di annunciare la migliore canzone dell’anno: vince Beyoncé, con la spettrale “Halo” e ringrazia con una voce roca dannatamente sexy. Dal vivo fa “Sweet Dreams”, pezzo allucinante proposto con una coreografia che sembra uscita da un film di David Lynch.
Juliette Lewis presenta il premio migliore: Best Alternative. Vincono sorprendentemente i Placebo, che battono Muse Paramore Killers Prodigy e si aggiudicano il primo Mtv Awards della loro ormai non breve carriera.
I Foo Fighters con look più grunge che mai cantano “Wheels”, seguita da “All My Life”. Dai che il grunge sta tornando di moda.
Best new act: vince Lady Gaga, of course.
Gli U2 sotto la porta di Brandeburgo fanno “One”. Magia magia. Poi è la volta di “Magnificent”. "Happy birthday, Berlin," augura Bono.
Jean Reno e il suo pessimo inglese se ne potevano anche restare a casa. È lui a biascicare il nome del Best male: Eminem. Oh yes.
I Jonas Brothers introducono, non si sa perché siano loro a farlo, il tributo a Michael Jackson: persone per strada che cantano i suoi più grossi successi. La sua musica e la felicità sui volti della gente. Tributo semplice, tributo riuscito.
Best Italian Act: i Lost. C’è di peggio? Certo. C’è di meglio? Hai voglia.
Leona Lewis con una coreografia stellare incanta, ma forse il mio giudizio non è del tutto oggettivo.
David Guetta & Asia Argento, la strana coppia presenta la Best Female dell'anno: Beyoncé, la più amata dagli europei. Asia, consegnandole il premio, le dice: “Brava” e lei dedica il premio all'amica Shakira. Sogno un bacio saffico a tre Asia, Beyoncé e Shakria, ma ahimè arriva solo nei miei Sweet Dreams.
Best video of the year: Beyoncé con “Single Ladies (Put a ring on it)”, già miglior video anche agli Awards Usa. Beyonce stavolta dedica il premio al marito Jay-Z, per essere l'uomo che è riuscito a metterle il “ring” al dito.
Chiusura col botto: gli U2 ancora live dalla porta di Brandeburgo. “Sunday Bloody Sunday”, eterno classico, ma surprise surprise ecco arrivare "mister Beyoncé" Jay-Z che butta giù qualche rima incandescente sulla base degli iutciu.

Oggi arriva la notizia che per impedire l'accesso ai fan sprovvisti di regolare biglietto, Mtv abbia eretto un muro intorno al palco degli U2. Mtv ha minimizzato il fatto dicendo che si trattava di una struttura temporanea. Ma, dico: proprio a Berlino a 20anni dalla caduta del muro devono fare ste porcate? Gli Mtv Awards europei si confermano la versione sfigata e male organizzata di quelli americani. Io ve l'ho detto fin dall'inizio.

mercoledì 4 novembre 2009

Breaking News

Suscita clamore la decisione della Corte Europea di Strasburgo. È stato infatti accettato il ricorso presentato dalle fan della saga di Twilight, conosciute anche come "Twilighters". Da oggi, dunque, anche nelle aule delle scuole italiane potranno finalmente entrare gli studenti vampiri. Grande soddisfazione da parte della comunità di succhia-sangue. Edward Cullen, intervistato dal nostro inviato sul set del nuovo spot pubblicitario dei Ray-Ban protezione solare speciale per vampiri, si è detto commosso: "Dracula aveva un sogno. E quel sogno oggi si è avverato. Come vorrei che fosse ancora tra noi per assistere a questo momento per noi storico." Potrete sentire le sue dichiarazioni complete questa sera, nello speciale di Lucignolo: "Intervista col vampiro".

"Profondamente indignata," si dichiara invece Buffy l'ammazzavampiri: "La sentenza dei giudici europei comunisti è inaccettabile." Dello stesso avviso anche Blade, il vampiro "mezzosangue" che è sempre stato notoriamente contro la comunità dei suoi simili. Per lui la sentenza è "Una vera stronzata. L'Europa va bene forse per l'economia, ma non per altre questioni. I giudici non cancelleranno la nostra identità."

Ed ora, passiamo la linea alla pubblicità

Inversione di ruoli

I Muse in versione tamarra



e Rihanna in versione darkona


Meglio cambiare, no?

martedì 3 novembre 2009

Nemico pubblico

Se pensavate di leggere un post su Silvio Berlusconi, mi spiace. Siete stati depistati dal titolo...

"Nemico pubblico - Public Enemies" è un film bello. Molto bello. Non riesce forse ad essere un capolavoro assoluto come nome di regista e cast potevano anche far sospettare, ma è comunque una splendida visione.

Cast da fantacinema dei miei sogni: Johnny Depp (perfettamente a suo agio nei panni del criminale gentile John Dillinger, uno che amava rapinare le banche, ma non rubava un centesimo dal portafogli delle persone) + Christian Bale (il mio attore preferitissimo) + Marion Cotillard (l'ottava meraviglia del mondo) e in un ruolo secondario c'è pure l'altro mio favorito Stephen Dorff (il volto più grunge del cinema).

Regista: Michael Mann. Come al solito, mette al centro del suo film il conflitto tra due uomini. Uno insegue l'altro e, come in "Heat - La sfida", si incrociano solo in una scena. Depp/Bale. Pochi istanti insieme bastano per far tremare l'Actors Studio. La particolarità del film a livello registico è l'uso di riprese in digitale alla "Collateral" per una pellicola che per il resto ricrea con fedeltà assoluta l'atmosfera degli anni 30. Il contrasto tra la modernità delle riprese e l'ambiente old fashion è a tratti straniante. Come se ci venisse narrata una storia che conosciamo bene, una classica storia gangsta dagli splendidi dialoghi senza eroi veri e senza cattivi veri, solo da un punto di vista completamente nuovo.

Il film esce nelle sale venerdì. Potete aspettare, oppure scaricarvelo qui in ottima qualità DVD, versione inglese completa di sottotitoli in italiano. A voi la scelta


domenica 1 novembre 2009

top 5 music downloads della settimana (26 ottobre - 1 novembre 2009)

5. Che ce l'hai 50 centesimi?
Yo yo. Rap time. Il nuovo disco di 50 Cent ha un titolo stranamente grunge: "Before I Self Destruct". La musica rimane invece la stessa e le rime anche. Hip-hop vecchio stampo (per non dire fuori moda) e qualche posa finto gangsta. In attesa della svolta grunge...
50 Cent "Before I Self Destruct"


4. Girl, you'll be a woman soon
Joss Stone sta crescendo, ma com'è che la sua voce e la sua musica sembravano più mature ai tempi degli esordi? C'è qualcosa che non torna. Il suo nuovo album è comunque un onesto disco r'n'b venato di pop. O dovrebbe essere il contrario?

Joss Stone "Colour Me Free!"


3. Greatest fighters
Anche i Foo Fighters del buon Dave Grohl sono arrivati al Greatest Hits. Non mancano le mie favorite "Big Me", "Monkey Wrench", "My Hero" e "Times Like These" insieme alle hit "Learn to fly", "The Pretender" etc. e poi il loro capolavoro "Everlong", presente qui anche in versione acustica. Sono poi presenti pure due inediti...
Foo Fighters "Greatest Hits"


2. Live again
Non amo i dischi live. Questo ve lo propongo perché loro sono stati i migliori. Parlo dei Nirvana, naturalmente.
Nirvana "Live at Reading"


1. La Carmen
Viva l’Italia, il calcio, il testosterone,
gli inciuci e le buttane in preda all’ormone
a noi ci piace assai la televisione

canta in "Mandaci una cartolina".
Non molto lontano da qui, Carmen Consoli ha registrato il suo nuovo disco. E meno male che c'è lei, in un panorama nazionale veramente desolato. A livello generale e a livello musicale. Quest'album è una vera, mi si passi l'espressione abusata ma è così, boccata fresca. La musica in italiano mi è sembrata alquanto, come dire?, scarsina negli ultimi tempi. L'anno scorso avevamo avuto Le luci della centrale elettrica, quest'anno il testo migliore finora fa "Non me ne frega un cazzo, come la Cina" [cit. Marracash, sulla musica dei Bloody Beetroots].
Ben tornata allora Carmen, spazza via le Alessandra Amoroso e gli altri rifiuti umani sbucati fuori dagli sfigati talent(ma quale talent?) show nostrani. Poco importa che da cantantessa rocker sei diventata cantantessa folk, seguendo il modello PJ Harvey. Le parole possono fare più rumore accompagnate da una chitarra acustica, e questo tu l'hai imparato benissimo.
(curiosità sul disco: Battiato è ospite nel pezzo "Marie ti amiamo", mentre nella spettacolare "A finestra" Carmen canta in siciliano!)
Carmen Consoli "Elettra"

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