mercoledì 22 maggio 2013

HANNIBAL THE CANNIBAL VS. LEONARDO DA VINCI


"Non pensavo fosse tanto tenera la carne di Cannibal Kid..."
Hannibal
(stagione 1, stagione 1, episodi visti 1-3)
Sviluppata da: Bryan Fuller
Ispirata a: Il delitto della terza luna - Red Dragon di Thomas Harris
Rete americana: NBC
Rete italiana: non ancora arrivata
Cast: Hugh Dancy, Mads Mikkelsen, Laurence Fishburne, Caroline Dhavernas, Hettienne Park, Lara Jean Chorostecki, Kacey Rohl
Genere: (poco) cannibale
Se ti piace guarda anche: Red Dragon, Hannibal (film), Criminal Minds, CSI

Non ti trovo così interessante,” dice il profiler dell’FBI Will ad Hannibal Lecter.
Lo farai,” gli risponde Lecter.

Ecco, io sto ancora aspettando di trovarti interessante, caro Hannibal.

"Chi se magna, stasera? Volevo dire: che si magna, stasera?"
La puntata pilota della serie parte anche bene. I primi 20 minuti tra visioni e omicidi sono ben realizzati e il protagonista Will è ottimamente interpretato da Hugh Dancy. Certo, il personaggio è quello solito del tipo mezzo autistico mezzo genio che riesce a entrare nella mente dei serial killer come nessun altro. Peccato che prima di lui ci siano stati quelli di Criminal Minds, Perception e mille altre serie simili, però le cose sembrano quasi interessanti. Almeno per essere l’ennesimo milionesimo crime della tv americana.
Il problema di Hannibal è quando entra in scena… Hannibal.
Mads Mikkelsen bravo in Pusher, bravissimo in Pusher II, ancora più bravo ne Il sospetto, per carità, però come Hannibal the Cannibal Lecter proprio no. Non c’azzecca una mazza. È pauroso come un Pokemon e, come al solito, si finisce per rimpiangere Anthony Hopkins nel solo e unico vero Hannibal Lecter della Storia, quello de Il silenzio degli innocenti. Tutti gli altri, compreso lo stesso Hopkins in Hannibal (il film) e Red Dragon, se li magna a colazione. Letteralmente.
Quanto a me, magari proverò a dare ancora un’opportunità a questa serie, che nei prossimi episodi potrebbe migliorare, anche se certo l'autore Bryan Fuller sembrava molto più a suo agio con le atmosfere zuccherose e favolistiche di Pushing Daisies che non qua. Staremo a vedere... Per adesso la mia fame cannibale non è stata soddisfatta. Dateme da magnà!
(voto 5,5/10)



Da Vinci’s Demons
(serie tv, stagione 1, episodi visti 1-3)
Creata da: David S. Goyer
Rete americana: Starz
Rete italiana: Fox
Cast: Tom Riley, Laura Haddock, Elliot Cowan, Eros Vlahos, Gregg Chillin
Genere: (anti)storico
Se ti piace guarda anche: True Blood, Il codice da Vinci, I Borgia

Certo che questi autori di serie tv si sono impigriti parecchio. Hanno resuscitato da un altro telefilm Carrie Bradshaw di Sex and the City, riportandola in vita e in versione teenager nella serie più puccettosa dell’anno, The Carrie Diaries. Quindi hanno fatto lo stesso, questa volta con un personaggio letterario e soprattutto cinematografico storico come il Norman Bates di Psyco nell’intrigante Bates Motel. Di Hannibal ne abbiamo parlato sopra, e ora che altro si sono "inventati"?
Hanno deciso di fare una serie tv pure su Leonardo da Vinci.
Leonardo da Vinci che io ricordavo così…

"La passione dell'animo caccia via la lussuria."

E che invece per la tv americana è diventato così…

"Hey puttanelle, che si dice?"

Oltre alla sua immagine, anche la figura di Leonardo da Vinci è stata “leggermente” romanzata. Che sia stato un inventore e artista geniale, è cosa conclamata e nota a tutti. Nella serie, il bel Leo è però anche un rubacuori, un tizio avventuroso e combattivo, che sa fare a botte, risolve misteri e lotta contro le ingiustizie manco fosse un incrocio tra un detective e un supereroe. Una versione da fan fiction della vera vita di Da Vinci, in pratica.

Una tipica giornata di duro lavoro nella vera vita di Leonardo da Vinci.
Dietro alla fantasiosa, mooolto fantasiosa serie Da Vinci’s Demons c’è David S. Goyer, che nonostante il cognome non ha nulla a che vedere con il sottoscritto Marco S. Goi e non riceverà quindi trattamenti di favore. David S. Goyer che è noto per la sceneggiatura di Batman Begins, ma è anche autore della prescindibilissima copia di Lost FlashForward, dell'inutile Blade ed è il regista di una porcheria come l’horror Il mai nato. Uno che insomma ne sbaglia più di quante ne azzecca, ma questa sua nuova creatura non è nemmeno tra le cose più malvagie che ha realizzato. Da Vinci’s Demons ha anzi un pilot molto accattivante e divertente, soprattutto grazie al suo inverosimile quanto idolesco protagonista interpretato da Tom Riley, non un attorone però piuttosto calato nel personaggio.

Meno convincenti risultano invece i personaggi di contorno. La figa di turno Laura Haddock, ad esempio, non mi piace granché, troppo fotocopia di Angelina Jolie. Quanto al suo personaggio, Lucrezia Donati è stata veramente amante di Lorenzo de’ Medici, mentre riguardo ad eventuali rapporti carnali con Leonardo il piacione credo siano tutta un’invenzione della fiction americana.
Il divertimento all’inizio in questa serie c’è anche, ma già a partire dalla seconda puntata gli intrighi a mezza strada tra film in costume e roba alla Dan Brown cominciano a provocare qualche sbadiglio. Lo spasso di vedere cos’altro faranno combinare a questo Super Leonardo da Vinci comunque rimane. E prima o poi credo lo faranno pure volare come Superman. Confidiamo fiduciosi nel potere del trash!
(voto 6- alla serie
voto 8 al trash)



BALLROOM, IL BALLO DEL DEBUTTANTE BAZ LUHRMANN




"Ma che c'hanno DiCaprio e la Mulligan più di noi?"
Ballroom - Gara di ballo
(Australia 1992)
Titolo originale: Strictly Ballroom
Regia: Baz Luhrmann
Sceneggiatura: Baz Luhrmann, Craig Pearce
Cast: Paul Mercurio, Tara Morice, Pat Thomson, Barry Otto, Bill Hunter, Gia Carides
Genere: ballerino
Se ti piace guarda anche: Dirty Dancing, Footloose, Moulin Rouge!

La carriera del regista ballerino Baz Luhrmann muove i suoi primi passi su di un valzer, un valzer kubrickiano. Danza Sul bel Danubio blu. Sono le note di Strauss a introdurci dentro il mondo del regista australiano. Un mondo colorato, sfavillante, in cui si balla sul pericoloso confine tra eleganza e kitsch. Una sottile linea rossa su cui solo i fuoriclasse possono rischiare di agire, senza sputtanarsi.
Nel suo film d’esordio Ballroom possiamo già intravedere tutta la poetica dell’australiano. La tendenza a presentarci dei personaggi grotteschi, eccessivi, sopra le righe, vestiti come Lady Gaga e più lampadati dei tamarri di Jersey Shore. Il caleidoscopio di suoni e stili da epoche differenti, muovendo i piedini liberi tra il citato valzer e la rumba latino americana, passando dalla Doris Day di “Perhaps Perhaps Perhaps” ai temi d’amore “Time After Time” e “Love Is in the Air”. Quella di usare le musiche non solo come un sottofondo, ma come un vero e proprio personaggio aggiunto, attraverso leitmotiv che risuonano nelle orecchie dello spettatore per tutta la durata della pellicola, è una caratteristica costante del suo cinema, come ben testimonia ad esempio la “Somewhere Over the Rainbow” riciclata da Il mago di Oz nel suo Australia.

"Kitsch a ki???"
In Ballroom non manca anche una storia d’amore tormentato, contrastato, ostacolato. Niente ai livelli del successivo successo Romeo + Giulietta, ovviamente, qui al confronto è più un amorino tormentatino. La vicenda narrata è parecchio classica. Lui è un ballerino bravo ma un po’ ribelle per gli standard del ballo tradizionale da camera, lei invece è una nerd bruttina che si trasforma in tipa cool con una semplice mossa: togliendosi gli occhiali. Nei film è sempre così, una si toglie gli occhiali e improvvisamente passa da essere l’ultima delle sfigate alla figa più contesa dei dintorni. In questo caso non è proprio così, anche perché l’attrice Tara Morice (chiiiiiii?) non è ‘sto granché, è una specie di versione cessa della Jennifer Beals di Flashdance (che già non è che mi facesse impazzire). Così come non è un granché nemmeno il protagonista maschile, Paul Mercurio (chiiiiiiiiiiii?).

Il problema principale del film sta proprio nei due protagonisti. Passando a Hollywood, Luhrmann potrà rimorchiare coppie d’attori di ben altro alto livello: Leo DiCaprio + Claire Danes, Nicole Kidman + Ewan McGregor, Nicole Kidman again + Hugh Jackman (oddio, Hugh Jackman io l’avrei anche evitato, e infatti la prima scelta per Australia era Heath Ledger) e quindi Leo again + Carey Mulligan. Capite che dalla coppia Paul Mercurio + Tara Morice farà un bel salto… Non solo a un livello di glamourosità, componente fondamentale del suo cinema, ma anche a livello di recitazione (sempre Hugh Jackman escluso).

"Se condividete il post su Facebook, potreste portarvi a casa questo splendido DVD!"
L’altro elemento che manca rispetto ai suoi film successivi sono un brand e una storiona davvero trascinanti. In futuro potrà fregiarsi del marchio Shakespeare con Romeo + Giulietta, del franchise di uno dei locali più famosi del mondo con Moulin Rouge!, di un’intera nazione con Australia e di uno dei classici per eccellenza della letteratura americana con Il grande Gatsby. In Ballroom, più umilmente, Luhrmann tratta la storia di un ballerino mezzo amatoriale che vuole vincere il Pan-Pacific Grand Prix (coooooosa?), una competizione danzereccia diciamo prestigiosa, almeno in Australia e almeno all’interno del contesto fiction del film. Per farlo, dovrà trovarsi una nuova partner di ballo, visto che quella che aveva lo scarica. Qui entra in ballo la nerdina di cui parlavamo sopra, una tipa che una volta tolti gli occhiali dal volto si rivelerà una caliente ballerina latino-americana, o qualcosa del genere, peccato che la madre di lui voglia un'altra partner per il figlio...

Rispetto ai suoi successivi ben più celebri film, non ci sono quindi una storia e dei personaggi davvero incisivi e memorabili, sebbene quelli di Australia lo fossero più nelle intenzioni che nei risultati. Ciò non toglie che Baz Luhrmann dietro la macchina da presa sa già il fatto suo e la pellicola intrattiene a dovere, grazie anche a un buon humour. Le scene di ballo invece, ben coreografate e tutto, non è che siano così appassionanti, a meno che non siate proprio patiti del genere danzereccio.
Tra valzer e rumba, fin dalla prima il Baz nostro appare un ballerino per nulla goffo, ma anzi sicuro di sé e delle sue capacità. Per il momento le tiene ancora a freno, per poi farle esplodere alla grande nei film successivi. Niente di troppo memorabile, però Luhrmann si muoveva già bene, al ballo delle debuttanti di Ballroom. O, se non altro, si muoveva di sicuro meglio di Bobo Vieri a Ballando con le stelle.
(voto 6,5/10)



martedì 21 maggio 2013

TOWER OF RECORDS (SHE & HIM, SAVAGES, WILL.I.AM)




Anche se può sembrare, gli She & Him NON sono un gruppo amish.
She & Him “Volume 3”
Quando si parla degli She & Him, in realtà, a nessuno frega niente dell’Him, che tanto per la cronaca è il chitarrista e cantautore M. Ward, ma solo della She. She, lei, Zooey Deschanel, la New Girl della tv, la indie wonder woman per eccellenza, l’attrice, la cantante, l'icona.
E com’è il nuovo disco di Zooey, intendevo degli She & Him?
Il Volume 3 non si scosta dai primi due volumi della loro collezione discografica: ballate pop retrò, molto retrò, stanno cominciando mica a diventare troppo retrò?
Un po’ di maniera comincia ad affiorare nei loro pezzi, che suonano meno spontanei e più meditati rispetto ai primi tempi. Detto questo, le belle canzoncine vintage non mancano e alcune sono un sacco accattivanti, su tutte la sbarazzina “I’ve Got Your Number, Son”, la smithsiana “I Could’ve Been Your Girl” (con tanto di video danzereccio diretto dalla stessa Zooey Deschanel), la lentona “Hold Me, Thrill Me, Kiss Me”, la cover di “Sunday Girl” di Blondie e il ritornello killer di “Somebody Sweet To Talk To”.
Nessuna nuova, buona nuova?
In pratica sì, è la solita Zooey che conosciamo e che amiamo. Pardon, i soliti She & Him che conosciamo e amiamo.
(voto 7/10)



"Lo confessiamo, abbiamo preso il nostro nome dal film dei Vanzina: Selvaggi."
Savages “Silence Yourself”
Da un gruppo che si chiama Savages, cosa aspettarsi?
Se siete cresciuti negli anni Novanta, potrebbero venirvi in mente i Savage Garden, ma direi che qui siamo su tutt’altro pianeta sonoro. Se non siete cresciuti negli anni Novanta, il nome vi farà invece venire in mente qualcosa di selvaggio, primitivo, brutale. Infatti è così, altroché Savage Garden.
Il suono delle Selvagge, perché sì sono 4 ragazze, è viscerale. Lo senti che la musica che sputano fuori nel loro disco d’esordio “Silence Yourself” la sentono. È un sentire che va sentito possibilmente di notte a volume alto, altissimo. Per spaventarsi e spaventare i vicini.
It’s only rock’n’roll, ma non è un rock’n’roll di quelli fun fun yeah yeah. Tra new-wave 80s alla Siouxsie e alternative alla Sonic Youth, è un rock’n’roll cattivo, malvagio. Selvaggio.
(voto 7+/10)




will.i.am “#willpower”
Lo schifo.
Scusa, will. Scusami tanto. Ho sbagliato. Volevo dire: #loschifo
(voto #2/10)



UOMO AIRONE 3


Iron Man 3
(USA, Cina 2013)
Regia: Shane Black
Sceneggiatura: Drew Pearce, Shane Black
Cast: Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Don Cheadle, Guy Pearce, Rebecca Hall, Ben Kingsley, Jon Favreau, James Badge Dale, Ty Simpkins, Stephanie Szostak, William Sadler, Rebecca Mader, Stan Lee
Genere: eroino
Se ti piace guarda anche: Iron Man, Iron Man 2, The Avengers, Thor, Captain America

Chi sono io?
Qual è la mia missione nella vita?
Sono un supereroe o un supercattivone?
Un film come Iron Man 3 può sembrare una stronzata colossale, un giocattolone fracassone stupidone one one one, e probabilmente è davvero così sì sì sì. Eppure l’ho trovato anche una pellicola dagli inaspettati risvolti esistenziali, almeno per me. Mi ha fatto comprendere la mia vera natura. Ma andiamo con ordine.

Iron Man 3 sta sfracellando vari record d’incasso e si sta rivelando un successo clamoroso, superiore persino a quello già notevole dei primi due capitoli e vicino vicino a quello assurdo di The Avengers dell’anno scorso. Com’è possibile ciò?
Fondamentalmente, è un film costruito con tutti gli ingredienti giusti piazzati al punto giusto per piacere al pubblico giusto. Anzi, per piacere a tutti: uomini e donne, grandi e piccini, giovani e vecchi (lo so che è la stessa categoria di grandi e piccini, l’ho messa giusto per far sembrare che esistano più categorie). In pratica, è impacchettato come una volta facevano i cinepanettoni da noi, prima che il pubblico italiano si stufasse. Ci sono voluti circa 30 anni perché si stufasse, quanto ci vorrà prima che il pubblico internazionale si stufi dei film prodotti in serie sui supereroi?

Iron Man 3 è l’apoteosi del cinepanettone supereroico. La canzone d’apertura sarebbe perfetta per un  cinepanettone. Probabilmente è stata anche davvero usata in uno dei cinepanettoni del passato. Il pezzone scelto è “Blue” dei "nostri" Eiffel 65. All’estero della nostra musica conoscono “Volare”, le colonne sonore di Ennio Morricone e poi “Blue” degli Eiffel 65. Che culo. Il suo utilizzo è un espediente per farci capire che il film inizia con un flashback e siamo nel 1999. Una canzone migliore per farcelo capire, no eh? Tra l’altro mi aspettavo fosse usata almeno in maniera più ironica, potevano accennare un balletto o che so io, e invece niente. “I’m blue da ba di da ba da.” Più che in Iron Man, la vedrei bene nel sequel di Avatar.

"Chris, ma come ti sei conciato? Non ti facevo così perverso a letto..."
Il flashback ambientato nel passato ci introduce alla storiona del film. Una di quelle vicende molto fumettistiche finto complesse, in cui si mettono dentro più cattivoni, più sottotrame, un sacco di personaggi inutili, ma tutto si riduce a una cosa sola: il Bene contro il Male. Dalla parte del bene c’è lui, l’eroe che è tornato.
Chi?
Massì che lo conoscete. Il miliardario. Quello che si crede di essere un grande playboy nonché il salvatore dell’umanità…
Silvio Berlusconi?
No, che avete capito? Mi riferisco a Tony Stark, in arte Iron Man aka Robert Downey Jr.. Lui con quella smorfiosetta spenta di Gwyneth Paltrow. Che palle. Quand’è che la scarica, così prendono una tipa più gnocca al suo posto?
Una delle poche soddisfazioni nei film sui supereroi sono le gnocche che prendono come protagoniste femminili, e qui ci tocca sorbirci la mogliettina di Chris Martin? People Magazine l’ha anche eletta donna più bella del mondo del 2013, ma stiamo scherzando???

Ben Kingsley in una scena di Iron Man 3
Bene, cioè male, cioè bene. Questa era la parte del Bene. Non un granché, se devo esprimere la mia sincera opinione.
Il Male invece chi schiera?
Un tridente composto da Rebecca Hall, che non sarà una topolona assoluta però è già 1000 volte meglio della Paltrow, Guy Pearce che a me non è mai piaciuto ma come cattivo ci può stare, e Ben Kingsley. Ben Kingsley che interpreta il Mandarino, ennesimo cattivone terrorista simil-Bin Laden, com’è ormai consuetudine nel post-11 settembre. Ma non abbiamo già visto qualcosa del genere ne Il cavaliere oscuro? E ne Il cavaliere oscuro - Il ritorno? E in The Avengers? E vogliamo pure menzionare Javier Bardem nell’ultimo 007? E i cattivi di qualunque altro film supereroistico o più in generale action degli ultimi 12 anni?
Tra l’altro il Mandarino è uno dei cattivi più ridicoli nella storia del cinema. Sì, forse e dico forse ancor più ridicolo di Voldemort!
E tra l’altro assomiglia a Splinter, il pappone delle Tartarughe Ninja.

Prima di iniziare le riprese, Jon Favreau si è sottoposto alla dieta Muccino.
ATTENZIONE SPOILER
Poi però si scopre che il grande cattivone del film in realtà non è lui, bensì Guy Pearce. Che colpone di scena! Il discorso fatto sopra comunque non cambia: anche lui è un villain parecchio stereotipato, nonché il solito esaltato terrorista che grida vendetta già visto nei film citati e pure in altri che mi sono dimenticato.
"Basta, volto le spalle schifata a questa recensione!"
A variare un po’ la solita formula già collaudata dai primi due episodi, visto che questo è un terzo capitolo e bisogna pur inventarsi qualche cosa di nuovo, ecco una novità: il bimbominkia. Quando non si sa cosa fare in un terzo episodio di una saga, si tira fuori un figlio, una figlia, un nipote, oppure, come in questo caso, un bambino preso a caso dalla strada che va bene lo stesso. Perché questo, ve l’ho detto, è un film per grandi e piccini. I grandi saranno contenti per una certa dose di ironia e di battutine old-school presenti, peccato che sia tutto materiale che apparirebbe di seconda mano anche in un action movie degli anni ’80. I piccini sono invece accontentati dalla comparsa del piccolo  Ty Simpkins, già bimbo inquietante di Insidious, che qui è davvero un bimbominkia, e dei più fastidiosi immaginabili.

Grandi e piccini, ggiovani e vvecchi sono dunque accontentati, così come è felice sia il pubblico maschile che quello femminile. Gli uomini, si sa, vanno in brodo di giuggiole con robottoni, esplosioni, sparatorie, inseguimenti e tutti questi altri stereotipi da Men’s Health. Le donne invece possono rifarsi gli occhi con il bel dongiovanni Robert Downey Jr. e con una Gwyneth Paltrow che vivrà i suoi momenti da eroina…

"Riesci a crederci? Siamo apparsi in Iron Man 3!"
"Siamo a inizio '900, che minkia è Iron Man 3?"
Quanto succede poi ve l’ho già detto e tanto già lo sapevate: c’è una lotta tra Bene e Male e indovinate chi vince?
Male, vince il Bene. Cioè Bene, se siete delle persone che tengono per il Bene, male se invece come me tifavate per il Male.
Consolazione: ammazzano il capo delle guardie di Iron Man, Jon Favreau, evvai! No, è solo un’illusione. Finisce in coma, ma è ancora vivo. Purtroppo. E figuriamoci se non era per giunta un fan della serie più lagnosa della tv, Downton Abbey. Per fortuna, se non altro Favreau a questo giro ha abbadonato la (pessima) regia, lasciando la macchina da presa a Shane Black, regista di Kiss Kiss Bang Bang, che non è un fenomeno ma almeno se la cava meglio del Favreau, autore dei due precedenti episodi.

E poi? Che altro c’è ancora?
C’è il finale. Un finale stucchevole, in cui tutto va a finire bene che più bene per il Bene non si può, con tanto di frase di chiusura più da spot pubblicitario che da sceneggiatura cinematografica. Una frase che però mi ha fatto comprendere la mia missione. Il mio scopo nella vita. Potete togliermi tutto, ma c’è una cosa che nessuno mi toglierà mai. Io sono Cannibal Kid e il mio compito è quello di combattere i film sui supereroi.
(voto 5/10)

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